Lo scopo del marketing è di vendere
un'emozione. L'emozione viene trasmessa attraverso canali di
comunicazione. Il mezzo più importante per trasmettere valori e
informazioni è la pubblicità. La differenza che c'è tra marketing e
pubblicità è davvero minima: il primo dice a chi bisogna vendere, il
secondo spinge il chi a comprare. La comunicazione pubblicitaria
trasmette messaggi palesi (oggetto) e nascosti. Lo scopo della comunicazione è far desiderare al pubblico di avere il prodotto pubblicizzato. Questo viene reso possibile attraverso una pubblicità convincente. Il desiderio può essere più o meno esplicito, l'importante è che arrivi al consumatore.
“La comunicazione è un prodotto”
Noi per la pubblicità siamo come un
campo, uno spazio vuoto dove i pensieri girano e possono essere
influenzati. Il miglior campo è il cerchio, simbolo più antico al
mondo, perchè in esso non esiste nessuna forza ma solo equilibri. Al centro
del cerchio si trova la stasi della persona. Gli input influenzano
l'uomo, generando così un movimento nello spazio vuoto. Quando
non si ha più la stasi si viene decentrati e così il messaggio
inviato attraverso gli input inzia ad avere effetto sulla persona che
scatura una situazione dinamica che porta alla dualità. Per dualità
si intende “Mi piace” e “Non mi piace”, "Lo voglio" e "Non lo voglio" ciò comporta a dover
fare una scelta. La nostra mente ha una dualità, infatti ci troviamo
tutti i giorni a fare delle scelte. La nostra parte emozionale sa già
cosa vuole e cosa no, di conseguenza ha già stabilito il
“Mi piace” o "Non mi piace". Il messaggio pubblicitario ci spinge a scegliere un prodotto invece di un altro. Tutto questo genera un potere di
attrazione e di repulsione. Questo dipende
dall'identificazione dei valori e dei messaggi trasmessi: se uno spot
non esprime i valori in cui credo non mi piacerà.
Per il pubblicitario il target siamo
noi. Se la pubblicità non funziona è perchè le persone hanno
deciso di scegliere altro e quindi di non acquistare quel prodotto. E' qui
che nasce la guerra tra marketing e pubblicità/comunicazione.
In conclusione, bisogna
determinare il nostro punto di scelta perchè da ciò dipende la
nostra libertà. Alla fine di questo post mi domando:
Siamo sicuri di aver scelto il
prodotto che vogliamo o è la pubblicità a scegliere noi?
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