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sabato 7 febbraio 2015

Segno, parola e condivisione

30 gennaio 2015, 9° lezione di Marketing 2 tenuta presso Libera Accademia di Belle Arti LABA di Torbole a cura del professore Corrado Corradini.



Nei post precedenti si è parlato dell'importanza di arrivare alle persone attraverso colori, forme, culture ecc.. . Questo viene reso possibile attraverso la condivisione delle proprie idee grazie ai numerosi sistemi informatici. Ma quando è iniziata la condivisione delle informazioni?
Tutto avvenne nel XI secolo, quando Johannes Gutenberg, un inventore tedesco, rivoluzionò la cultura e l'economia del tempo grazie alla sua creazione: la stampa a caratteri mobili, a cui dobbiamo l'inizio della tecnica della stampa moderna. Grazie a questa scoperta, la cultura poteva diventare un patrimonio per tutti e non solo nelle classi sociali elevate. Si rivoluzionò anche l'economia, perchè tutto poteva arrivare a tutti. La prima opere stampata fu la Bibbia.
Questa nuova tecnologia portò allo sviluppo di segno, parole e condivisione. In questo modo i segni diventano comprensibili, le parole diventano un mezzo di divulgazione e possono arrivare a tutta la popolazione.

Il marketing si basa sulla condivisione di parole e segni. Il segno e la parola condizionano la mente delle persone e tutto questo spinge la società verso una direzione. In questo modo, un brand riesce a farsi spazio nel mercato ed ad arrivare al consumatore, perchè generando segni e parole condivide un'emozione che conquista il pubblico.

mercoledì 5 novembre 2014

donna e pubblicità: ON SALE%

31 ottobre 2014, 1° lezione di Marketing 2 tenuta presso Libera Accademia di Belle Arti LABA di Torbole a cura del professore Corrado Corradini.

 
Fin dall'antichità la donna è stata il simbolo della bellezza eterea. Quadri e romanzi hanno come protagonista la figura femminile, basti pensare alla “Ragazza con l'orecchino di perla”. Nel tempo la presenza della figura femminile è cambiata diventando un oggetto di desiderio, catturando così l'attenzione di chi la guarda. Questo è il motivo della sua presenza negli spot e nei cartelloni pubblicitari. Ma perché? Semplice: la donna attira gli uomini, o meglio i loro portafogli, e le altre donne. Così lo spettatore, di qualunque sesso sia, verrà catturato dalla pubblicità e invogliato all'acquisto del prodotto pubblicizzato. La donna, soprattutto il suo corpo, viene usata come mezzo di vendita, non sempre in maniera positiva. Succede che guardando degli spot alla tv ci si domandi: “Ma si sta vendendo l'oggetto o la donna?”

«Gli uomini agiscono, le donne appaiono. Gli uomini guardano le donne. Le donne guardano se stesse mentre sono guardate. Questo determina non solamente la maggior parte delle relazioni fra uomini e donne ma anche il rapporto delle donne con se stesse. L’osservatore della donna è maschile; l’osservata femminile. Così lei si trasforma in oggetto. Più specificamente in oggetto di visione.» Stefano Zalta
Sono stati analizzati alcuni spot pubblicitari per vedere il ruolo della donna e che tipo di donna rappresenta. Si sono distinti due diversi modi di proporre la donna: sensuale o allusoria. In pubblicità come Calzedonia, Tezenis e Chanel le protagoniste sono donne forti, genuine, sensuali che trasmettono i valori dell'azienda che pubblicizzano, invogliando all'acquisto senza riferimenti sessuali. Altri spot invece mostrano come il corpo della donna e le allusioni sessuali vengano usate per vendere, ad esempio Mondadori, KH7 sgrassatore e Pavesi. Alcuni di questi non usano la donna o le allusioni sessuali in modo "sensato". Mi spiego: cosa centra il sesso con ad esempio lo sgrassatore? Non c'è un filo logico tra l'oggetto da vendere e la trama dello spot, quindi in certi casi risulta fuori luogo e inadeguato.
Non si può dire quale sia giusto e quale sia sbagliato, perché ognuno ha la sua opinione e i valori in cui crede. Si tratta semplicemente di due diverse strategie di marketing. In entrambi i casi l'importante è vendere e far scegliere al pubblico quel prodotto invece di un altro.  L'unica domanda è : si deve vendere sessualmente la donna per pubblicizzare un prodotto?
  



# Marketing pubblicitario

31 ottobre 2014, 1° lezione di Marketing 2 tenuta presso Libera Accademia di Belle Arti LABA di Torbole a cura del professore Corrado Corradini.


 
Lo scopo del marketing è di vendere un'emozione. L'emozione viene trasmessa attraverso canali di comunicazione. Il mezzo più importante per trasmettere valori e informazioni è la pubblicità. La differenza che c'è tra marketing e pubblicità è davvero minima: il primo dice a chi bisogna vendere, il secondo spinge il chi a comprare. La comunicazione pubblicitaria trasmette messaggi palesi (oggetto) e nascosti. Lo scopo della comunicazione è far desiderare al pubblico di avere il prodotto pubblicizzato. Questo viene reso possibile attraverso una pubblicità convincente. Il desiderio può essere più o meno esplicito, l'importante è che arrivi al consumatore. 
“La comunicazione è un prodotto”

Noi per la pubblicità siamo come un campo, uno spazio vuoto dove i pensieri girano e possono essere influenzati. Il miglior campo è il cerchio, simbolo più antico al mondo, perchè in esso non esiste nessuna forza ma solo equilibri. Al centro del cerchio si trova la stasi della persona. Gli input influenzano l'uomo, generando così un movimento nello spazio vuoto. Quando non si ha più la stasi si viene decentrati e così il messaggio inviato attraverso gli input inzia ad avere effetto sulla persona che scatura una situazione dinamica che porta alla dualità. Per dualità si intende “Mi piace” e “Non mi piace”, "Lo voglio" e "Non lo voglio" ciò comporta a dover fare una scelta. La nostra mente ha una dualità, infatti ci troviamo tutti i giorni a fare delle scelte. La nostra parte emozionale sa già cosa vuole e cosa no, di conseguenza ha già stabilito il “Mi piace” o "Non mi piace". Il messaggio pubblicitario ci spinge a scegliere un prodotto invece di un altro. Tutto questo genera un potere di attrazione e di repulsione. Questo dipende dall'identificazione dei valori e dei messaggi trasmessi: se uno spot non esprime i valori in cui credo non mi piacerà.
Per il pubblicitario il target siamo noi. Se la pubblicità non funziona è perchè le persone hanno deciso di scegliere altro e quindi di non acquistare quel prodotto. E' qui che nasce la guerra tra marketing e pubblicità/comunicazione.
In conclusione, bisogna determinare il nostro punto di scelta perchè da ciò dipende la nostra libertà. Alla fine di questo post mi domando:

Siamo sicuri di aver scelto il prodotto che vogliamo o è la pubblicità a scegliere noi?



domenica 8 dicembre 2013

MARKETING: IL MODELLO TEMPLES

5 novembre 2013, 6° lezione di Marketing tenuta presso Libera Accademia di Belle Arti LABA di Torbole a cura del professore Corrado Corradini.

TEMPLES o PEST è un sistema basato su alcune variabili che riconoscono l'ambiente in cui opera un'azienda. Questo per poter individuare quali variabili possono essere importanti nel processo, nelle scelte strategiche e operative dell'azienda. Si può considerare come una parte delle analisi esterne per lo svolgimento di un'analisi strategica e fornisce una panoramica di alcuni dei diversi macrofattori che l'azienda deve prendere in considerazione. Si tratta di un utile strumento strategico per interpretare la crescita o il declino del mercato, la posizione delle imprese, il potenziale e la direzione delle operazioni. Quindi si può dire che è un analisi socio-economica da tenere in considerazione se si vuole entrare nel mercato.
PEST è un acronimo utile per memorizzare i cambiamenti relativi alle principali aree che caratterizzano i mercati:
 
  • Technology: bisogna tenere sotto controllo il livello tecnologico del settore. I fattori da tenere controllati sono: aspetti ecologici ambientali, automazione, tecnologia di incentivi e il tasso di cambiamento tecnologico. I cambiamenti tecnologici possono influenzare i costi, la qualità e l'innovazione. Questi fattori possono determinare:
    - barriere d'ingresso
    - minima efficienza a livello di produzione (quella macchina è poco efficiente)
    - influenzare le decisioni di outsourcing (es. comprare una tecnologia all'esterno)
  • Economy: i fattori economici determinano o meno l'entrata in un mercato:
    - crescita economica (Se il mercato è in crescita con prodotto esistente rimango li e guadagno, invece se il mercato è stazionario con prodotto esistente entro con una novità)
    - tassi di interesse (riguardano un costo del capitale)
    - tassi di cambio (incidono sui costi di produzione dei beni perché fanno variare il prezzo delle merci importate)
    - tasso di inflazione
    Questi fattori hanno un grande impatto sul modo in cui operano le imprese e su come prendono delle decisioni.
  • Market: i mercati più interessanti per le aziende hanno questi fattori:
    - crescita economica
    - crescita demografica
    - potere d'acquisto della popolazione
    - diffusione tecnologica. (la diffusione di tecnologia in un mercato stazionario potrebbe ridurre i costi. Potrebbe essere di aiuto in situazioni sociali di crescita).
  • Politic: come un governo interviene per favorire l'economia:
    - politica fiscale
    - diritto del lavoro
    - diritto ambientale
    - restrizioni commerciali
    - tariffe pubbliche (bus,treni,metro,musei..)
    - stabilità politica (=crescita economica)
    I governi hanno una grande influenza sulla salute, l'istruzione e le infrastrutture di una nazione. Non si può operare se non c'è stabilità politica.
  • Law: come un paese emana leggi e regole che favoriscono o penalizzano i rapporti di mercato:
    - camere di Commercio
    - possibilità di recupero crediti
    - leggi che regolano le sanzioni bancarie
    - velocità di sentenze
    - leggi emanate in tempo reale su problemi importanti
    - semplicità legislativa.
  • Environment: fattori ambientali che includono:
    - meteorologia
    - clima
    - cambiamenti climatici
    Questi incidono sulla capacità produttiva o sui consumi. In particolare sono da tenere controllati settori quali: turismo, agricoltura e assicurazioni. Le aziende devono sviluppare la consapevolezza che i cambiamenti climatici influenzano l'operatività delle imprese e quali prodotti possono offrire per la creazione di nuovi mercati e la diminuzione o la distribuzione di quelli esistenti.
  • Society: fattori sociali, aspetti culturali e di coscienza come:
    - salute
    - tasso di crescita della popolazione
    - distribuzione per età
    - carriera
    Le tendenze sociali influenzano la domanda di prodotti di una società. Ad esempio, l'invecchiamento della popolazione può comportare una minore disponibilità al lavoro, quindi un aumento del costo del lavoro, la mancanza dell'inserimento dei giovani e l'emigrazione intellettuale.